La presenza di relitti è numericamente rilevante nelle coste sia di Villasimius sia di Castiadas. Questo ci lascia immaginare quanto battuti fossero i nostri mari in antichità, e quanto spesso i lunghi viaggi, non conoscessero purtroppo punto d’arrivo. Triste epilogo ha avuto anche l’imbarcazione, carica di materiali da costruzione che affondò nel I secolo d. C. lungo le coste di Cala Sinzias, impreziosendone il paesaggio sottomarino. Sosta ad una profondità di 30 mt circa e furono i fratelli Calderini a ritrovare il relitto. I ritrovamenti, di grande importanza, consistono in materiali di costruzione, per lo più tegole a margini rialzati dotati di antefissa, decorate da palmette e coppi. Dovevano essere destinate quasi sicuramente alla copertura di un edificio pubblico. Nel carico trasportato dalla nave sono state ritrovate inoltre basi di terracotta, e anfore cadi a bocca larga, destinate a contenere frutta originarie probabilmente della Campania.

Il relitto si somma ai molti già rinvenuti e studiati della zona, tra i quali il più famoso e da ricordare è certamente quello che si trova in prossimità dell’isola dei Cavoli, senza dimenticare l’ingente mole di più moderni ritrovamenti presso le coste di Capo Ferrato.

Claudia Zedda

 

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